
Sto arrivando alla conclusione che gli esseri umani riescano a dare il meglio di sé solo nei momenti di crisi, e così come un organismo di 3 milioni di persone, la provincia di Milano stia lentamente reagendo all'ondata di medriocrità che l'ha investita durante gli anni '80 e '90. Caduta pesantemente di faccia sul marciapiede del suo provincialismo, tornata coi piedi sul terreno dei suoi limiti di metropoli europea di periferia, Milano ha forse saputo solo recentemente riacquistare quel briciolo di modestia che permette ai suoi abitanti di svolegere una vita sociale accettabile anche senza frequentare certi ambienti altolocati, modaioli o presunti tali. Di lavoro da fare ce n'è una marea, forse troppo e mentre lo smantellamento storico e architettonico della città continua senza soluzione di continuità un germoglio di speranza sotto la grigia coltre di cultura bilanciocentrica (grazie Manuel) sta nascendo.
Sono qui, osserverò con la stessa cura ed attenzione dei primi dicotiledoni della mia graminacea preferita, sperando di riuscire almeno marginalmente a dare il mio piccolo contributo d'acqua.